Il libro indispensabile per decifrare il linguaggio non verbale di chi ci sta di fronte e per fare del proprio corpo un alleato.

Si mente meglio con le parole che con i gesti, perché è più difficile sottrarre all'inconscio ogni singola parte del nostro corpo. Possiamo dire con la massima enfasi «che piacere vederti!» ma, se stiamo mentendo, mani, testa, braccia, occhi esprimeranno la verità senza che lo vogliamo. E importante quindi imparare a leggere i gesti delle persone con cui interagiamo per capire quali sentimenti nascondano. Non solo per smascherare i bugiardi, ma anche per entrare in sintonia con chi ci sta di fronte. Saper leggere un gesto di disagio, di timidezza o ansia può aiutarci a correggere il tono della conversazione per far sentire meglio il nostro interlocutore. Con un grande miglioramento nella qualità dei rapporti. Inoltre, avere il controllo sulla nostra gestualità è molto utile sul lavoro e in quelle occasioni in cui dobbiamo celare il nostro vero stato d'animo, magari a fin di bene. Con oltre 300 disegni e centinaia di esempi, questo è un vero vademecum per imparare a privilegiare i gesti che ci valorizzano e correggere quelli che ci squalificano, e per leggere negli altri come in un libro aperto.

Massimo Recalcati lavora sulla fisionomia psichica dei figli nel mondo di oggi e indica la possibilità di un superamento dell'Edipo, a partire dalla parabola evangelica del figliol prodigo, che apre una possibilità invisibile al mito greco: quella del ritorno alla legge del padre e della capacità del padre di festeggiare quel ritorno. Perché i nostri figli vivono immersi in un mondo che mai come oggi è quello del godimento cieco e vuoto, e a volte sembrano lontani, forse perduti. Tuttavia, come Recalcati indica, attingendo alla sua esperienza clinica, ma anche lavorando su figure di figlio come Amleto o Isacco, c'è sempre la possibilità che un figlio si ritrovi, e venga ritrovato.

"Ho parlato per due anni con mille donne, da sei a novantasei anni. Soprattutto adolescenti, giovani donne. Ho posto a tutte le stesse domande: cosa sia importante nella vita, come ottenerlo, come fare quando quel che si aspetta non arriva. Nelle risposte il tema centrale è sempre l'amore. L'amore e il sesso, l'amore e il desiderio, il tradimento, la famiglia, l'impegno, il corpo, l'amore e i soldi. Una sinfonia di voci raccolte davvero, ascoltate davvero: occhi visti con gli occhi, risate e lacrime, confessioni e segreti. Un'orchestra di strumenti diversi, una sola musica. Da questo coro di parole sono nate le mie storie: prendono occasione dalla realtà ma si aprono alla libertà di immaginare, da un frammento di verità, vite e mondi." (Concita De Gregorio) 

Guida completa alla preparazione dall'acquisto degli ingredienti alle ricette:le basi,gli ingredienti in dispensa,la spesa, i consigli, le ricette migliori. Ricette senza glutine facili da realizzare. Un nuovo modo di cucinare per volersi bene! Gusto e semplicità al 100% senza glutine.

 Il 10 settembre 2009, il primo ministro britannico Gordon Brown, accogliendo una petizione promossa da John Graham-Cumming, rilasciò una dichiarazione di scuse nei confronti di Alan Turing per conto del governo britannico. Chiuse con questa frase: «Ci dispiace. Avresti meritato molto di più». " Quattro anni dopo, il 24 dicembre 2013,- la regina Elisabetta II ha concesso a Turing la grazia reale postuma (Royal Prerogative of Mercy), con la seguente dichiarazione: «Comunico che, in osservanza delle circostanze umilmente presentateci, è con sommo piacere che estendiamo la Nostra grazia e pietà al succitato Alan Mathison Turing e gli riconosciamo il Nostro totale perdono postumo in rispetto delle suddette convinzioni», Il perdono e le scuse (apprezzabili per la loro semplicità e umanità) sono dei passi avanti nei confronti della tragedia della persecuzione di Turing; ma è piuttosto svilente vedere come siano il massimo che un governo possa fare in merito alla questione, e come ormai giungano con troppo ritardo. Peraltro, mi immagino che Turing stesso avrebbe trovato curiosa l'idea che gli siano state riconosciute grazia e pietà, e che risponderebbe così: «Grazie. Ora cosa vogliamo fare riguardo a tutti gli altri condannati da questa legge?». Non lo sapremo mai, e anche la sua morte rimane una tragedia misteriosa.

Cos'hanno in comune una designer di scarpe, una scrittrice in cerca d'ispirazione, una specializzanda in ginecologia e un'impiegata di Wall Street?
All'apparenza, proprio nulla. Eppure, Claire, Abby, Sasha e Morgan, così diverse tra loro, per caso si trovano a condividere un appartamento nel cuore di New York City. Quella che nasce come una convivenza dettata dalla necessità si trasforma pian piano in amicizia sincera, tanto che le quattro ragazze iniziano a sentirsi parte di un'insolita grande famiglia. Nel momento del bisogno, il legame tra loro diventerà un porto sicuro dove cercare conforto e sarà capace di unirle anche quando la vita separerà le loro strade.

 È il 1956 e l'alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l'impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell'Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio? Un incontro con il supersorvegliato Führer, al Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via. Ora la Resistenza le ha dato un'occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler ... e ucciderlo davanti a milioni di spettatori. Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia. Anche quelle di Adele Wolfe, la Vincitrice dell'anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile...

 Una sera d'estate i membri di due ricche famiglie newyorkesi e un pittore fallito salgono su un volo privato di ritorno dal mare. Il loro doveva essere un breve viaggio, invece, sedici minuti dopo il decollo, l'aereo precipita nelle acque dell'oceano. Gli unici superstiti sono Scott Burroughs, l'artista, e un bambino di quattro anni, ora unico erede di un impero economico, che l'uomo è riuscito a salvare. Mentre i media avanzano ipotesi di complotto, la polizia e i servizi segreti scandagliano nelle esistenze dei passeggeri. Da eroe, Scott si ritrova a essere un sospettato. E anche il prezioso legame che ha instaurato con il piccolo sopravvissuto comincia a essere corroso dalle insinuazioni.

La gravidanza di Trudy è quasi a termine, ma l'evento si prospetta tutt'altro che lieto per il suo piccolo ospite. Ad attenderlo nella grande casa di famiglia (e nel letto coniugale) non c'è il legittimo marito di Trudy e suo futuro padre, John Cairncross, poeta povero e sconosciuto, innamorato della moglie e della civiltà delle parole, ma il fratello di lui, il ricco e becero agente immobiliare Claude. Dalla sua posizione ribaltata e cieca, il nascituro gode nondimeno di una prospettiva privilegiata sugli eventi in corso, ed è lui a metterci a parte di una vicenda di lutto e di sospetto dagli echi assai familiari. Certo, la scena non è quella corrotta e claustrofobica del castello di Elsinore. Certo, i due cognati fedifraghi, Trudy e lo zio Claude, non hanno regni nordici cui aspirare. Piuttosto a far gola ai due vogliosi amanti è l'edificio georgiano su Hamilton Terrace, decrepito ma d'inestimabile valore, incautamente ereditato da John, i cui pavimenti luridi e la cui onnipresente immondizia prendono il posto del marcio in Danimarca. Ma amletico è il crimine orrendo che il narratore vede (o meglio sente) arrivare, e amletico è pure il suo inesauribile flusso di pensieri dubitanti, gli stessi che hanno inaugurato al mondo la danza della modernità. Se nel testo shakespeariano l'origliamento, l'atto di spiare e raccogliere informazioni rovistando i recessi e gli anditi del regno, è spesso motore dell'azione, nel guscio l'udito è il senso privilegiato per ragioni fisiologiche, e a essere rovistati a pochissima distanza dal capo dell'inorridito narratore sono spesso e volentieri i recessi e gli anditi del corpo materno. Mentre all'orecchio non sempre affidabile del nostro eroe non-nato si dipana la tragica detective story, nella manciata di giorni che separano il suo «esserci» dal suo protetto «non-esserci» ancora, con il conforto di qualche buon vino giunto fino a lui dalle superbe degustazioni materne, e costantemente edotto sul mondo dai programmi radiofonici di approfondimento culturale che fortunatamente Trudy preferisce a quelli musicali, il nascituro ha tempo di riflettere su di sé, sulla complicata faccenda dell'amore, sul mondo, coi suoi orrori contemporanei e con le sue desiderate meraviglie. Ha tempo e curiosità sufficienti per farsi domande, interpretare i segni della sua realtà mediata, contemplare azioni e concludere che la sua sola salvezza, la salvezza dell'uomo, sta forse nell'esitazione.

L’Egitto è sotto attacco. Tamose, il vecchio Faraone, è stato ferito a morte, la leggendaria città di Luxor è circondata e tutto sembra perduto. Taita, l’ex schiavo diventato generale dell’esercito reale, si prepara a ricevere il colpo finale dell’armata nemica. Ogni speranza sembra perduta, ma è proprio nei frangenti più disperati che Taita dà il meglio di sé. Con un tempismo perfetto, l’inaspettato intervento di un suo vecchio amico ribalta le sorti della battaglia, e l’esercito egizio festeggia la ritirata del nemico. Tornato a Luxor come vincitore, Taita si accorge subito che qualcosa non va. L’ascesa al trono di Utteric, il nuovo Faraone, preannuncia un’era oscura per il futuro dell’Egitto. Utteric infatti è tanto giovane quanto debole e crudele. Sentendosi minacciato dall’influenza di Taita presso la corte, in particolare dal suo affetto per il suo più giovane e degno fratellastro, Rameses, accusa Taita di alto tradimento e lo fa imprigionare, condannandolo a morte certa. Rameses si trova costretto a una scelta: aiutare Taita a fuggire opponendosi alla folle tirannia del fratello, oppure restare in silenzio. Per un uomo come lui, tuttavia, non c’è altra possibilità che quella di lottare per il bene della sua amata terra. Dagli scintillanti templi di Luxor all’antica civiltà di Sparta, L’ultimo faraone trasporta il lettore in un tempo in bilico tra il mito e la storia, un’epoca di aspre lotte e alti ideali che si rivela straordinariamente attuale. Il Maestro dell’Avventura ha davvero superato se stesso.

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