Otello, Manrico, Accio, e tutti i figli e le figlie di Santapace Peruzzi e di “zio Benassi”, crescono negli anni del boom economico, mentre Littoria diventa Latina, e si sviluppa, si dirama, si spinge fino al mare, grazie a quella “Strada del mare” per costruire la quale Otello si spezzerà la schiena, che legherà Latina allo scenario splendido e maestoso del Mediterraneo, del lago di Fogliano e del promontorio del Circeo, e che sarà poi percorsa, oltre che dagli abitanti delle paludi pontine, dai grandi nomi della storia italiana e internazionale di quegli anni, tra cui Audrey Hepburn, e John e Jacqueline Kennedy. E così, tra realtà e finzione, sogno e cronaca, seguendo e raccontando lo scorrere degli avvenimenti, Antonio Pennacchi traccia i percorsi dell'anima dei suoi personaggi, e costruisce un grande romanzo corale che unisce, come capita di rado, scorrevolezza e profondità, commozione e divertimento, empatia e gusto intellettuale.

 

È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d'abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un'ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora così un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l'esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre. Ferzan Ozpetek, al suo terzo libro, dà vita a un intenso thriller dei sentimenti, che intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall'oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un emozionante susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo. Chi è davvero Elsa Corti? Come mai tanti anni prima ha lasciato l'Italia quasi fuggendo, allontanandosi per sempre dalla sorella Adele, cui era così legata? Pagina dopo pagina, passioni che parevano sopite una volta evocate riprendono a divampare, costringendo ciascuno a fare i conti con i propri sentimenti, i dubbi, le bugie.

Enzo Carlo Giurliani, 55 anni, fumatore, un po’ sovrappeso, ha deciso di farsi una visita cardiologica approfondita. A quell’età non si sa mai. Nei tre mesi di attesa prova a stare un po’ attento: meno sigarette, camminare il più possibile, mangiare spesso verdure, non guardare «Report» la domenica sera. Ma il momento della visita sembra non arrivare mai. Il signor De Marinis ogni anno va in vacanza con la famiglia a Follonica. Affitta sempre la stessa casa, vicino al mare, e nel porticciolo c’è il suo tesoro: un enorme gommone Lomac con due motori da 250 cavalli, lungo dieci metri. Gli è costato 90.000 euro, ed è l’invidia di tutta la spiaggia. Fin quando non arriva un altro gommone, un SACS Stratos da 12 metri… Oppure una cena di fine estate in un terrazzino di città, con gli amici e le chiacchiere di sempre: l’utilità dei SUV, l’importanza dello sport per i bambini, Pantani eroe e criminale, mettere o non mettere il condizionatore… E ancora la gita a Castiglioncello di un solitario signore che cronometra ossessivo ogni momento della giornata…

 

Nella soffitta di un palazzo di via Merulana, a Roma, è arrivato un nuovo inquilino. Si chiama Vincenzo Corso, detto Vince, per vent’anni è stato prigioniero delle graduatorie della scuola secondaria superiore, insegnamento delle materie letterarie. È nato a Nizza dall’amore di una notte tra una cameriera italiana e uno sconosciuto che nel corso del tempo è rimasto tale, un fantasma a cui mandare ogni tanto una cartolina senza destinatario. Un settembre si ritrova per strada. Nessun incarico di docenza, una relazione sentimentale conclusa da poco, l’amarezza del fallimento che suggerisce una fuga. Ma quando un’anziana ed energica signora gli affitta per due mesi la soffitta di via Merulana, Vince tenta l’ultima scommessa con se stesso: grazie all’esperienza su una rivista femminile, dove risponde alle lettere delle lettrici che cercano rimedi letterari per i loro disagi, aprirà uno studio di biblioterapia. Curerà le persone attraverso la lettura di libri, somministrando Jorge Amado a chi vuole ingrassare, Hemingway a chi non sopporta i propri capelli, Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese a chi ha problemi di vista. Tra gli inquilini del palazzo c’è una signora anziana che vive al piano di sotto con il marito e un cane. Due incontri in tutto, sul pianerottolo, mentre lei trasporta le buste della spesa. La signora Parodi di lì a poco scomparirà nel nulla. E i sospetti saranno tutti sul marito, taciturno e scontroso. Eppure per Vince Corso, qualcosa non torna.

 

Isabel parte dalle origini, dai dati biografici di un'infanzia e di un'adolescenza passate nella cornice di una rigida struttura patriarcale. L'istinto di ribellione in lei è una sorta di reazione naturale a questa esistenziale forma di discriminazione che genera l'attitudine filosofica che l'ha portata negli anni a schierarsi sempre con i deboli, con gli emarginati e con tutte le donne, vittime di una mancata emancipazione. Isabel ci racconta le tappe del suo cammino, la consapevolezza dell'importanza dell'indipendenza economica, le relazioni tra sessi, la sua biografia sentimentale e professionale. E poi la terza età, ciò che ha significato per lei, donna pienamente liberata e convinta che i modelli imposti portino a una forma di pregiudizio contro la vecchiaia non dissimile dagli atteggiamenti sessisti e razzisti.

 

1928. Le sorelle Torres abitano nella villa più bella di Málaga. Il padre l'ha costruita per loro, perché vivessero come delle principesse. Rosario, la maggiore, di una bellezza elegante e decisa, ama il canto ed è la preferita della famiglia. Remedios cresce nella sua ombra, comunque felice di dividere con lei i giochi nel loro posto magico: il giardino della villa, che di volta in volta si trasforma in un'isola deserta infestata dai pirati o in un castello incantato. Fino al giorno in cui l'idillio finisce. Una delle navi con cui il padre commercia spezie, tessuti e tappeti affonda. La bancarotta è una tragedia dalla quale l'uomo non si riprenderà più. Rosario e Remedios rappresentano il futuro della casata. Un fardello troppo pesante per due giovani donne. Ma, come la pianta simbolo della loro famiglia, il geranio, devono essere forti e coraggiose. Devono pensare alla primavera che, immancabilmente, torna a sbocciare dopo ogni inverno. Ed è proprio un seme di quel fiore che portano con loro a Barcellona, dove decidono di ricominciare.

 

Dopo il grande, inaspettato successo del suo ultimo libro, il protagonista di queste pagine parte per un tour mondiale. Da un hotel all’altro – in Spagna, Portogallo, Italia, Francia e Stati Uniti – il suo è un viaggio che ha due facce: quella pubblica, in cui lo scrittore dialoga con i numerosi e appassionati lettori, e quella privata, in cui sfrutta ogni momento di solitudine per riflettere, tra improvvise illuminazioni e momenti di dolore e di confronto con il fantasma di sempre, la depressione. Che non vincerà, perché l’esperienza ha portato con sé la consapevolezza che tutto prima poi, tutto ciò che abbiamo amato e perduto, è destinato a trasformarsi in gioia: la gioia è ciò che resta, l’elemento più incomprensibile ma anche il più sacro di qualsiasi esistenza. E così il ritorno del passato, dei genitori perduti ma sempre vivi accanto a lui, e le avventure del presente, insieme a una nuova compagna, sono soprattutto un’occasione per celebrare la vita, un enigma che ha come unica spiegazione la bellezza.

 

Can Manay è uno psicologo con molte ombre nel passato. Grazie alla sua filosofia di vita e ai suoi insegnamenti, ha ormai la popolarità di un guru ed è una potente - e capricciosa - star mediatica. Un giorno, mentre visita una proprietà da acquistare in un quartiere defilato della città, scorge tra le foglie una ragazza, una ballerina, che con una grazia e un'armonia uniche si esercita nel giardino di casa. Per Can è una vera e propria rivelazione: davanti a sé c'è l'incarnazione della perfezione estetica, di ogni ideale di bellezza, il Phi. L'uomo non può far altro che ricorrere a tutti i suoi mezzi e la sua ricchezza per conquistarla... Ma c'è qualcosa di più spietato dell'amore per una sola persona? Inizia così la travolgente storia di Can e Duru, del suo fidanzato Deniz e di Özge, una giornalista che scoprirà scottanti segreti sul conto di Can. Quattro personaggi che ci somigliano da vicino, ciascuno con i suoi traguardi da raggiungere e le sue ossessioni. Una storia di passione, speranza, tradimento, come la vita vera, che condurrà il lettore a muovere i primi passi verso un percorso di consapevolezza. Come i personaggi di "Phi", infatti, "ciascuno, nella vita, ha una cosa che gli riesce molto bene. Una soltanto. Ce la portiamo dentro sin dalla nascita" e il nostro compito è riconoscerla; in una parola, scoprire chi siamo davvero. "Phi" è il viaggio di chi, senza paura, è padrone della propria esperienza, e non si perde nei suoi mille rivoli.

Dopo averla desiderata tanto, Can Manay riesce finalmente a conquistare Duru, la ballerina bellissima che lo ha stregato fin dal primo incontro. I due sono travolti dal desiderio, ma presto Can precipita in un vortice di gelosia e ossessione, che lo induce a spiarla costantemente e allontanarla da tutto ciò che per lei è importante, compresa la danza, finché Duru si ribella e fugge in Europa a bordo di un peschereccio. Devastato, Can perde del tutto la rotta, come già era accaduto in passato: violento, irascibile, cade in un baratro da cui lo salverà, inaspettatamente, la comprensione e l’umanità di Bilge, la sua giovane assistente. Ma quando per caso, a Londra, si imbatte in un cartellone pubblicitario che ritrae la ballerina, la sua ossessione riesplode più feroce che mai. Sullo sfondo delle proteste turche contro la corruzione e la violazione dei principi democratici, seguiamo l’evoluzione degli altri straordinari personaggi che popolano il romanzo, tra cui Deniz che, attraverso la disperazione per la perdita di Duru, riesce a capire chi è davvero.

 

Arriviamo a noi stessi passo dopo passo, attraverso le scelte che facciamo. L’essere umano si forma scegliendo in ogni istante. Rinasciamo in ogni momento se facciamo la cosa giusta, altrimenti ogni volta muore una piccola parte di noi. Pi, il libro finale della trilogia-evento, ci fa il dono della nostra storia. Attraverso le scelte di Özge comprendiamo come le battaglie non si vincano attraverso la lotta e che c’è vera vittoria solo se non lasciamo il sentiero della rettitudine; attraverso Can vediamo come tutto ciò che facciamo torna indietro; Duru ci parla delle amare conseguenze che derivano dal valutare noi stessi solo attraverso gli occhi degli altri; Bilge ci offre la prova che possiamo esistere grazie alla nostra intelligenza e Deniz ci insegna a concentrarci su cosa sia davvero importante. Ognuno di questi personaggi indimenticabili ci dice qualcosa di noi stessi.

 

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