Eterni simboli del bene e del male, rappresentazioni della virtú e del peccato, angeli e diavoli sono i contrappesi della bilancia che tiene in equilibrio la Creazione. Nell'immaginario comune, gli uni sono vestiti di luce e associati alle sfere celesti, gli altri avvolti di caligine e legati al mondo sublunare; i primi votati all'obbedienza, i secondi alla ribellione. Tuttavia non è sempre cosí, talvolta le loro caratteristiche sembrano quasi scambiarsi, sollevando profondi interrogativi. È piú ribelle Satana, che rese il genere umano consapevole di sé attraverso il peccato originale, oppure l'arcangelo Michele, a un certo punto divenuto «quasi Dio»? È piú obbediente l'angelo che svelò a Nicolas Flamel i segreti dell'alchimia o il diavolo che fece l'accordo con Teofilo? Da un lato l'ineffabilità della grazia, dall'altro l'odore dello zolfo: una sfida che appassiona l'uomo fin dalla notte dei tempi. Simoni ce la racconta, e la illustra con i suoi disegni.

Il volume raccoglie in due tomi tutti gli scritti editi e le numerose pagine inedite di don Milani. I soli due libri dati alle stampe in vita: Esperienze pastorali, del 1958, che il Sant'Uffizio fece ritirare dal commercio; e Lettera a una professoressa, cui Milani deve la sua fama e che uscì a firma della Scuola di Barbiana un mese prima della morte del priore. Accanto ad essi: l'epistolario privato e tutti gli scritti sparsi; gli articoli su quotidiani e riviste dedicati a scuola, istruzione, emancipazione e sfruttamento del lavoro; e le due lettere pubbliche sull'obiezione di coscienza rivolte ai giudici e ai cappellani militari.

«Forse avevano davvero ragione i Greci. Che in principio era il Chaos. Le molte osservazioni della fisica moderna sembrerebbero confermare che l'origine dell'universo materiale si nasconda nell'ipotesi più semplice. Che tutto, cioè, abbia avuto inizio da una minuscola fluttuazione quantistica del vuoto». Cos'è successo nei primi istanti di vita dell'universo? Davvero la scienza del Ventunesimo secolo fa ritornare d'attualità il racconto di Esiodo, che racchiude l'origine del tutto in un verso splendido e fulminante: «All'inizio e per primo venne a essere il Chaos»? E oggi l'universo è il sistema organizzato e affidabile che ci appare o è dominato ancora dal disordine? Per rispondere, ogni giorno schiere di uomini e donne esplorano gli angoli più reconditi della materia, usano i grandi telescopi o i potenti acceleratori di particelle per ricostruire in dettaglio i sottili meccanismi attraverso i quali la meraviglia che ci circonda ha acquistato caratteristiche che ci sono così familiari, per cercare di capire quella strana singolarità che ha dato origine all'universo e raccogliere indizi sulla sua fine. Dunque possiamo dirci che gli acceleratori di particelle oggi, come il racconto dei Greci ieri, stanno cercando di rispondere alla più antica fra tutte le domande? E allora si vede come costruire una cosmogonia non sia più affare per specialisti e il mito e la scienza abbiano in fondo la stessa funzione: permettere all'essere umano di trovare il proprio posto nell'universo, perché «nessuna civiltà, grande o piccola che sia, può reggersi senza il grande racconto delle origini».

Flower Power: perché riconoscere i diritti delle piante è ormai indispensabile, anche per la nostra sopravvivenza. Le piante hanno diritti? E se ne hanno quali sono e cosa comporterà il fatto di riconoscerli?
Attribuire diritti a soggetti che ne sono privi appare da sempre un'idea stravagante; eppure non bisogna dimenticare che neri, donne e bambini un tempo non ne avevano alcuno e oggi anche questo ci sembra impensabile. Nei secoli l'uomo ha allargato la cerchia dei diritti in seguito a guerre o rivoluzioni, come forma di riparazione per le ingiustizie e i danni subiti. Ci riferiamo sempre a guerre umane, ma combattiamo anche contro un popolo silenzioso e pacifico, dal quale dipende la nostra stessa sopravvivenza e che malgrado questo abbiamo decimato, spingendo migliaia di specie sull'orlo dell'estinzione: il popolo delle piante. Firmare una pace con l'ambiente è ormai indispensabile per risolvere problemi globali come fame, migrazioni di massa, desertificazione, inquinamento e cambiamenti climatici. È giunto il momento di una «Dichiarazione universale dei diritti delle piante», che riconosca i diritti delle nostre sorelle verdi e garantisca anche i nostri.

Quanti Ulisse! E quante Odissee! Il protagonista dell'Odissea è il più antico e il più moderno personaggio della letteratura occidentale. Egli getta un'ombra lunga sull'immaginario dell'uomo, in ogni tempo. L'arte ne ha espresso e reinterpretato costantemente il mito. Raccontare di Ulisse ha significato raccontare di sé, da ogni riva del tempo, e raccontarlo utilizzando i propri alfabeti simbolici, la propria forma artistica, attribuendogli il significato del momento storico e del proprio sistema di valori. Dall'Odissea alla Commedia dantesca, da Tennyson a Joyce e a tutto il Novecento, di volta in volta, Ulisse è l'eroe dell'esperienza umana, della sopportazione, dell'intelligenza, della parola, della conoscenza, della sopravvivenza e dell'inganno. È "l'uomo dalle molte astuzie" e "dalle molte forme". Saggi di: Marco Antonio Bazzocchi, Mario Finazzi, Francesco Leone Fernando Mazzocca, Fabrizio Paolucci, Claudio Parisi Presicce, Francesco Parisi, Paola Refice, Patrizia Tosini, Ulisse Tramonti, Daniela Vullo.

Il volume propone la sintesi di un progetto di ricerca avviata una decina di anni fa da Mauro Calzolari sulle chiese parrocchiali della Bassa Pianura Modenese, specificamente sulle fabbriche ecclesiali e sulle loro trasformazioni dalla fine del Medioevo al Novecento.
L’Autore ha integrato la specifica documentazione inedita con il confronto sui manufatti (quando possibile), così da definire, in via preliminare, le principali fasi costruttive e gli elementi tipologici caratterizzanti di 35 edifici di culto, intesi come un’indubbia testimonianza identitaria delle comunità locali, di cui segnalano la presenza in un territorio fino al secolo scorso in prevalenza rurale.
I dati ora raccolti costituiscono inoltre il punto di partenza per una puntuale verifica e un approfondimento delle conoscenze attraverso l’indagine archeologica degli alzati e delle strutture scomparse pertinenti all’ambito cronologico preso in esame.

Il volume è stato edito per celebrare i 500 anni dalla costruzione della chiesa di Santa Caterina di Concordia nell’odierna sede. Sorta come chiesa del locale monastero agostiniano ai primi del Cinquecento, nel 1768 diventa chiesa parrocchiale a servizio della popolazione della zona. Il libro accoglie tre saggi: il primo, di Enzo Ghidoni, sulla nascita della comunità parrocchiale, a partire dalle vicende dell’insediamento degli Agostiniani; gli altri due, di Mauro Calzolari, dedicati alla contestualizzazione territoriale del monastero in rapporto all’abitato di Concordia tra XV e XVI secolo e alle vicende edilizie del complesso religioso dal 1520 ai nostri giorni.

Un viaggio alla scoperta del Duomo di Modena, capolavoro del Romanico proclamato dall' Unesco "Patrimonio dell'Umanità", e delle tante pievi, chiese ed oratori sparsi nella provincia modenese. Un territorio che nei primi due secoli dopo il Mille vide fiorire innumerevoli edifici sacri: da gioielli di indiscusso valore artistico, come l'Abbazia di Nonantola e la "Sagra" di Carpi, a costruzioni minori situate nei piccoli centri. Il volume comprende un'ampia introduzione storica sul romanico modenese e sul cammino originale che percorse sotto l'alta sovranità di Matilde di Canossa, a cui fanno seguito una serie di itinerari, illustrati da centinaia di fotografie, con schede monografiche storico-artistiche illustrative di ogni emergenza architettonica.

Freddie non passava inosservato. La sua presenza scenica, il gusto per il travestimento e la sconvolgente tecnica vocale lo hanno reso una delle figure leggendarie del pop rock internazionale. Ma cosa si nascondeva dietro quei ritmi trionfali e irresistibili che sono diventati veri e propri inni per intere generazioni di ascoltatori? Tuono Pettinato e Dario Moccio, da sempre fan sfegatati dei Queen, hanno costruito un racconto ironico e inarrestabile, cogliendo in pieno l'inesauribile spinta vitale di Mercury, una personalità tanto appariscente e giocosa in pubblico quanto decisa e determinata nel suo privato. "We are the champions" è la cronaca trascinante e spericolata di un'esistenza fatta di musica ed eccessi, un fumetto che parla non solo al cuore degli ammiratori dei Queen, ma a quello di chiunque sia stato travolto almeno una volta dalle loro canzoni.

Una panoramica approfondita in cui storia e musica si intrecciano sia da un punto di vista cronologico che in una prospettiva globale: dagli strumenti più antichi fatti di guscio e osso al sofisticato pianoforte, al liuto o alla chitarra elettrica; dal primo violoncello all'armonica di Stevie Wonder e alle chitarre usate da Bob Dylan. La narrazione esplora le radici di tutti i generi, dai canti medievali fino ai ritmi moderni del blues, jazz, hip-hop e pop. Le immagini mostrano famiglie di strumenti provenienti da tutto il mondo e le biografie di icone, tra cui Mozart, George Gershwin, Elvis Presley e David Bowie, raccontano la vita e le opere dei musicisti più innovativi.

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