Un graphic novel poetico e tragico, ipnotico e affascinante, finalmente raccolto in un unico volume di pregio.

In un piccolo villaggio di montagna sul confine franco-tedesco, alla fine della Seconda guerra mondiale, uno straniero è stato assassinato in circostanze misteriose. Per capire cos’è successo gli abitanti chiamano Brodeck, un ex deportato scampato ai lager e tornato al paese. Coscienzioso e determinato, Brodeck inizia la sua indagine. Ascolta e annota i fatti. Diventa la cattiva coscienza della piccola comunità. E poco alla volta penetra nell’abisso del Male, svelando l’insospettabile capacità dell’uomo di commettere i peggiori crimini per ignoranza, crudeltà, razzismo, paura. Manu Larcenet si cimenta per la prima volta con l’adattamento a fumetti di un romanzo, il bestseller “Il rapporto di Brodeck” dello scrittore e regista Philippe Claudel. Ma rende la materia interamente sua: una parabola nera, dove la bellezza di una natura selvaggia fa da sfondo alla meschinità delle azioni umane.

Nel corso del Novecento Fiume è stata una città austro-ungarica con forte presenza italiana, poi territorio libero, poi italiana, jugoslava, ed è oggi croata, col nome di Rijeka, che semplicemente significa Fiume ma in un'altra lingua. Elena è nata lì nel 1942, e ha fatto parte delle migliaia di italiani che alla fine della Seconda guerra mondiale hanno lasciato l'Istria e la Dalmazia in direzione dell'Italia. "Fascisti" per molti, "stranieri" per tutti gli altri, questi immigrati italiani hanno sperimentato sulla propria pelle il pregiudizio insieme alla diffìcile condizione di esuli. Caterina Sansone, fotografa, insieme ad Alessandro Tota, autore di fumetti, intraprende un lungo viaggio a ritroso sulle tracce di sua madre Elena. La fuga dalla Jugoslavia con la sua famiglia, quando era solo una bambina di 8 anni, la vita nelle baracche, nei campi profughi allestiti dal nord al sud della penisola, la conquista di una casa e dell'integrazione, l'arrivo del benessere. Mescolando fotografia e fumetto con ironia e leggerezza (le palacinche del titolo sono frittelle, un ricordo d'infanzia, che suona nello stesso modo da entrambi i lati del confine), Caterina e Alessandro ricompongono i tasselli di una storia familiare che appartiene a un patrimonio comune.

In "Note per salvare il pianeta", l'autore si è voluto confrontare con due tematiche a lui care: la canzone di protesta e i rapporti del mondo della musica con il movimento ambientalista. Nel 2008 sull'argomento aveva già scritto Green Rock. Musica ed ecologia negli Stati Uniti da Bob Dylan a Bruce Springsteen per un corso universitario.Per realizzare Note per salvare il pianeta, questa volta ha coinvolto amici, conoscenti e colleghi giornalisti chiedendo di inviargli delle domande sul tema. Così il libro si sviluppa in forma di dialogo a distanza che ripercorre più di settant'anni anni di relazioni tra musicisti e attivisti nel mondo, dal secondo dopoguerra fino alle più recenti battaglie di Extinction Rebellion. Una storia di artisti che, a partire dal 1947, hanno trasformato in musica la loro sensibilità nei confronti dell'ambiente. Prefazione di Ricky Gianco.

Quando Archie Goodwin, braccio destro di Nero Wolfe, si reca nell'appartamento di Isabel Kerr, la scena che si para davanti ai suoi occhi è a dir poco raccapricciante: a un paio di passi dal letto, sul pavimento, c'è il cadavere di una donna in voile e pantofole di pizzo rosa. La faccia rivolta al soffitto, il corpo mostra un profondo taglio sul cranio. Lì accanto, tra la cenere e le cicche sparpagliate sul tappeto, giace l'arma del delitto: un pesante posacenere di marmo. Inviato sulla scena del crimine da Orrie Cather, l'amico detective ansioso di recuperare alcuni documenti dall'appartamento della donna con cui aveva una relazione clandestina, Archie è l'unico a sapere che, con la morte di Isabel Kerr, Orrie si è tolto una bella spina dal fianco, essendo prossimo al matrimonio con Jill Hardy e trovandosi minacciato dall'amante, che dichiarava di essere in attesa di un figlio da lui. Sprovvisto di un alibi, Orrie viene perciò arrestato dalla polizia con l'accusa di omicidio. A non credere alla sua colpevolezza sono, tuttavia, gli uomini con cui collabora da anni: Freud Durkin, Saul Panzer, Archie Goodwin e, naturalmente, Nero Wolfe, la cui indagine è resa particolarmente difficile dal fatto che nessun altro sembra avere un movente per l'omicidio.

Ventidue anni, belle gambe, occhi neri e un chiaro accento straniero, Clara Lovchen fa il suo ingresso al numero 506 della Trentacinquesima Strada. Incurante dello sguardo ammirato di Archie Goodwin e di quello accigliato di Nero Wolfe, dice di venire dal Montenegro e di lavorare sulla Quarantottesima, da Nikola Miltan, scuola di danza e di scherma. Aggiunge poi di trovarsi al cospetto del detective, così celebre in Montenegro, non per una faccenda sua, ma per conto di Neya Tormic, la ragazza con cui lavora, venuta come lei in America non molto tempo fa. Non è un impiccio da poco quello in cui l'amica si è venuta a trovare. Uno degli allievi di scherma, un uomo di mezza età, grasso e ricco, un certo Nat Driscoll, la ha accusata di aver frugato nelle tasche della sua giacca e di aver rubato dei diamanti che lui teneva in una di quelle scatolette in cui si conservano le pillole. Mr. Driscoll esige che i diamanti gli vengano immediatamente restituiti. Ma Neya è innocente... e Wolfe deve aiutarla. Deve farlo perchè Neya Tormic è... sua figlia. Opera in cui Rex Stout, da gran narrator qual è, procede, come scrive Diego De Silva nella prefazione a questa edizione, «per allusioni, bocconi di racconto», Nero Wolfe e sua figlia intriga col suo chiaro invito al lettore a «intuire e ricomporre, ricostruendo motivazioni e retroscena, svelando infingimenti e menzogne: in un certo senso, collaborando all'indagine».

"Non abbastanza morta" apparve per la prima volta, insieme con "Trappola esplosiva", nel 1944. L'America è in guerra e al numero 918 della 35a di New York accade qualcosa di incredibile. Nero Wolfe non beve più birra, non si cura più delle orchidee né dei deliziosi manicaretti di Fritz Brenner. Alle sette di mattina, sudando copiosamente, va a correre lungo il fiume in compagnia del suo cuoco svizzero. Convinto che il conflitto si risolverebbe in un batter d'occhio, se solo due milioni di americani uccidessero dieci tedeschi a testa, si addestra, con il permesso delle autorità, su un molo, dato che sulla riva i bambini riderebbero di lui. Il compito di occuparsi di Lily Rowan grava perciò soprattutto sulle spalle di Archie Goodwin. Un compito semplice proteggere un'amica di Lily, Ann Amory, da oscure e imprecisate minacce e gradito, visto che Lily ha bei capelli e dita affusolate. Peccato che Ann Amory venga trovata morta con una sciarpa azzurra legata intorno alla gola, la lingua penzoloni e gli occhi che le schizzano fuori dalle orbite. In "Trappola esplosiva", Wolfe, diventato consulente dell'esercito, indaga sulla fine del capitano Cross per conto del colonnello Ryder, che, in una fase cruciale delle indagini, va incontro anche lui alla morte, ucciso da una bomba a mano, un aggeggio rosa posato sulla sua scrivania. Introduzione di Giancarlo De Cataldo.

"Orchidee nere" appare per la prima volta, insieme al racconto "Cordialmente invitati a incontrare la morte", nel 1942. Mentre il mondo è sconvolto dal più grande conflitto armato della storia, Rex Stout decide di dilettare i lettori concedendo al suo detective pigro, grasso ed edonista anche un'altra "nobile" manifestazione oltre al suo inguaribile narcisismo: l'invidia. Una dolorosa, insopprimibile invidia che Nero Wolfe nutre per Lewis Hewitt, il milionario cha ha osato creare, e mostrare all'Esposizione floreale, tre magnifiche orchidee nere: il sogno o, meglio, la chimera di ogni floricoltore che si rispetti. Pur di avere nella sua serra quei fiori preziosi e rari, Wolfe non esita a sfidare l'irruente ispettore Cramer e a mettere nei guai Archie Goodwin, occultando le prove di un delitto, nascondendo testimoni e decidendo persino di rinchiudersi in una camera a gas... In "Cordialmente invitati a incontrare la morte", invece, è una letale tossina - stufata, ahimè, anche con gustose animelle fresche di maiale - a determinare il triste destino di Bess Huddleston, organizzatrice di eventi, caduta in disgrazia presso i suoi facoltosi clienti.

"Fer-de-lance" appare per la prima volta a metà degli anni Treta. Sfratta dal crime novel le vecchie signore e "i bizzarri curiosi nell'arte di scoprire e raccontare il delitto" e fa posto a un nuovo singolare detective: Nero Wolfe, l'amante della buona cucina che vive in un lussuoso appartamento di Manhattan, coltiva orchidee e tiranneggia i suoi compagni d'avventura: Archie Goodwin, il bel seduttore, Fritz Brenner, il portentoso cuoco svizzero, Saul Panzer, l'abile segugio e Fergus Cramer, il cinico ispettore. Nel romanzo Wolfe si trova alle prese con l'omicidio di un giovane immigrato italiano, Carlo Maffei. Alcuni indizi sembrano collegare il delitto con l'assassinio di un certo Barstow, il presidente dell'Holland College, un uomo influente con una moglie pazza, un figlio geloso e una figlia bellissima. Ma quando Wolfe riceve il pericoloso dono di un velenosissimo serpente, sa che per l'assassino le ore sono contate.

Finalista al premio Pulitzer 2021, Telefono è un’opera intensa ed emozionante sulla mancanza e la perdita, ma soprattutto sull’opportunità di riscatto che può nascere dalle difficoltà.

Un biglietto ritrovato in una giacca acquistata online pone di fronte a una scelta decisiva Zach Wells, docente di geologia con una vita fino a quel momento tranquilla, sebbene percorsa da un fiume sotterraneo di irrequietudine. Quando la sua esistenza viene sconvolta da una terribile scoperta, Zach decide di prendere sul serio la richiesta di aiuto contenuta in quel misterioso biglietto, come se tentare di salvare uno sconosciuto fosse l’unico modo per tentare di salvare se stessi. Tra Los Angeles, una caverna nel Grand Canyon, il deserto del New Mexico e Ciudad Juárez, al di là del confine, Zach proverà a dare un senso al proprio dramma imbarcandosi in un’impresa donchisciottesca senz’altro aiuto che quello offerto da un improbabile cenacolo di aspiranti poeti. Un romanzo di sentieri che si biforcano, in cui le suggestioni paleontologiche e scacchistiche si fondono alle prove estreme di una famiglia e di un matrimonio, le domande esistenziali di un uomo al mistero delle donne scomparse nella “città del Male”.

Kevin Pace è un artista e lavora da tempo a un dipinto che non lascia vedere a nessuno: non ai figli, non al migliore amico Richard e neppure a sua moglie Linda. Questa enorme tela di quattro metri per sette, interamente ricoperta da strati di vernice blu di diverse sfumature, potrebbe essere infine il suo capolavoro. Kevin non sa ancora dirlo o, meglio, non gli interessa, perso com'è nel suo passato di cui questo quadro sembra essere una sintesi, un'enigmatica e incomprensibile rappresentazione. Perché Kevin custodisce un segreto: dieci anni fa, a Parigi, ha avuto una relazione con una giovane pittrice e, seppur oggi non riesca a spiegarsi cosa lo mosse allora, il fantasma della ragazza e le bugie raccontate per anni non smettono di assediarlo. Mentre combatte con i demoni della sua memoria, Kevin deve difendere i sacrifici fatti in nome dell'arte e proteggere la sua famiglia da ciò che non hai mai avuto il coraggio di rivelare: il suo quadro, che racchiude un'indicibile verità, potrebbe essere la sua salvezza, o la sua condanna definitiva.

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